Storia dello yoga in breve


Sei interessato a scoprire di più sulla storia e le origini dello yoga? Sei curioso, ad esempio, di come è nata questa disciplina e di come si è sviluppata in quello che conosciamo come yoga moderno?

Allora sei sulla pagina giusta!


Per iniziare o evolvere nella pratica di questa disciplina, è importante capire come è nata e cos’è realmente. Essere consapevoli di ciò che stiamo facendo e del motivo per cui lo facciamo risulta quindi fondamentale. Un po’ come per ogni altro campo della vita!


In questa pagina scoprirai la leggenda della nascita dello yoga, le sue origini e quali sono i primi testi che menzionano questa pratica. Successivamente, esploreremo gli Yoga Sutra di Patanjali e gli ulteriori sviluppi che lo yoga ha avuto nel tempo.

La leggenda del primo yogi

C’era una volta…

… mentre le tentazioni del mondo consumavano la vitalità e il vigore del corpo umano e offuscavano le menti degli uomini, Parvati (o Shakti) chiese a suo marito Shiva, il Signore degli Yogi, di condividere con lei la conoscenza dello yoga. Infatti questa scienza avrebbe avuto il potere di impedire alle anime di perdersi nel materialismo del mondo. Pertanto i due dei si trasferirono su un’isola remota dove l’Adi Yogi avrebbe potuto dedicarsi all’insegnamento della preziosa disciplina in completa riservatezza. Qui condivise con sua moglie i segreti dell’hatha yoga, che è il fondamento di tutte le altre forme di pratiche fisiche, mentali e spirituali nella tradizione yoga.
Tuttavia nelle vicinanze si trovava un pesce che, senza essere notato, riuscì ad udire tutti gli insegnamenti del dio. Quando Shiva si rese conto che il pesce aveva appreso l’intera conoscenza dello yoga, si riempì i palmi d’acqua santificata e la cosparse sul pesce. Il piccolo pesce nuotò lontano e praticò gli insegnamenti sacri che aveva appreso. In questo modo potè attraversare le fasi del percorso evolutivo dello yoga, che lo portò a trasformarsi in un uomo.
Il suo nome era Matsyendra Natha, il primo yogi e il primo maestro nella tradizione dell’hatha yoga dopo lo stesso Shiva, grazie al quale la scienza dello yoga si diffuse tra il genere umano ”.

Le origini

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che le prime testimonianze dello yoga risalgono al 5000 a.C. in India. Infatti sono state trovate le raffigurazioni di alcune asana su monete, compresse e sigilli appartenenti a quel periodo.
A quel tempo tutti gli insegnamenti venivano comunicati solo oralmente da insegnante a discepolo.
Lo yoga era inteso come un insieme di tecniche meditative con l’obiettivo di raggiungere la conoscenza della verità universale e controllare i sensi.

I primi testi

Le prime opere scritte a citare esplicitamente la parola “yoga” furono i Rig Veda, una raccolta di testi di canzoni, mantra e rituali usati dai Brahmani e dai Rishi. In questo periodo la disciplina dello yoga venne sviluppata da questi sacerdoti vedici, che riportarono le loro conoscenze, credenze e pratiche nelle Upanishad, poesie filosofiche e mistiche scritte in sanscrito, che esploravano la natura dell’anima umana.
È su questi antichi testi, che risalgono al 3000 a.C., che possiamo trovare i primi nozioni di yoga. Si concentrano infatti sull’insegnamento del sacrificio dell’ego attraverso l’autoconoscenza, l’azione (karma yoga) e la saggezza (jnana yoga).
La più famosa delle scritture yogiche di questo tempo è la Bhagavad-Gîtâ, composta intorno al 500 a.C. In questo testo lo yoga è inteso soprattutto come una condotta di vita che guida alla liberazione.

Yoga Sutra: la “Bibbia” dello yoga

Fu con quest’opera, scritta intorno al 500 AC da Patanjali, che per la prima volta nella storia dello yoga tutte le conoscenze esistenti vennero messe per iscritto.
Gli Yoga Sutra sono riconosciuti come un testo fondamentale che qualsiasi praticante di yoga dovrebbe avere come riferimento.
Patanjali definì lo yoga come chitta-vrtti-nirohdah, che in italiano si potrebbe tradurre come “l’estinguersi delle modificazioni della mente“.

I Sutra possono essere divisi in 4 sezioni chiamate pada:

Samadhi Pada

La “congiunzione”. In questa sezione il percorso dello yoga è illustrato come un mezzo per raggiungere lo stato di samadhi, cioè di beatitudine, che rende possibile sperimentare le cose con una diversa consapevolezza e raggiungere la liberazione.

Sadhana Pada

La “realizzazione”. Qui Patanjali ci insegna che lo yoga è costituito da otto membra, aspetti di Hatha yoga che includono condotta morale, esercizi fisici, pratiche respiratorie, concentrazione, e meditazione.

Le otto membra dello yoga

  • YAMAS: restrizioni morali che controllano le nostre azioni, il nostro modo di esprimerci e i nostri pensieri. Sono cinque: Ahimsa, “non-violenza”. È inteso come compassione per tutti gli esseri viventi, compreso il nostro corpo durante la pratica yoga; Satya, “verità”, cioè condurre la propria vita con onestà nel modo di comportarsi, pensare e nelle intenzioni; Asteya, “non-rubare”. Dobbiamo liberarci della nostra visione materialistica della vita, e rinunciare a cose che non sono destinate a noi; Brahmacharya, “celibato”, inteso come resistenza alle tentazioni date dai sensi, e come sessualità basata sull’amore piuttosto che sulla seduzione; Aparigraha, “non-avidità”, la capacità di separare i tuoi veri bisogni da ciò che sono semplicemente desideri o capricci.
  • NIYAMAS: rappresenta la legge che disciplina le azioni e la nostra condotta, ma anche il nostro atteggiamento verso noi stessi. Queste regole sono cinque: Saucha, cioè purezza intesa come pulizia fisica ma anche purezza nel pensiero; Santosha, questo è il precetto della soddisfazione, che ci incoraggia ad accontentarci e ad apprezzare ciò che abbiamo; Tapas, regola che ci ispira a sviluppare una forte determinazione ed entusiasmo per la nostra pratica e per le nostre attività; Swadhyaya, studio e riflessione su se stessi che porta alla scoperta dell’essere; Ishvarapranidhana, accettazione dell’esistenza di un principio onnisciente intorno e dentro noi stessi.
  • ASANAS: le posture fisiche di Hatha yoga, con le quali lo yoga viene solitamente identificato in Occidente.
  • PRANAYAMA: il controllo del respire che mira a coltivare l’energia vitale (prana).
  • PRATYAHARA: l’annullamento dei sensi che halo scopo di diminuire le distrazioni esterne per concentrare la propria attenzione verso l’interno.
  • DHARANA: la concentrazione della mente, la capacità di dirigere e mantenere l’attenzione su un oggetto.
  • DHYANA: meditazione, dove la mente ha un focus su un solo punto.
  • SAMADHI: lo stato di immersion nell’assoluto, che può essere raggiunto con il controllo totale della mente e neutralizzando i nostri pensieri.

Vibhuti Pada

Le “energie”. In questa sezione Patanjali parla delle ultime fasi del percorso yogico e di queste “energie” che si ottengono attraverso una pratica adeguata.

Kaivalya Pada

La “separazione”. La separazione ha il significato di distacco tra spirito e corpo che si ottiene attraverso il raggiungimento della samadhi.

Yoga moderno

Fino al XX secolo la pratica yogica si è concentrata principalmente sulla meditazione e sulle posizioni statiche per la meditazione, in particolare le variazioni della posizione del loto.

All’inizio del 1900 Yoga ha iniziato a diventare la pratica che tutti conosciamo oggi grazie al lavoro di tre maestri indiani, che si focalizzarono sugli aspetti fisici dello yoga, oltre che sulla meditazione.

Swami Kuvalayananda lavorò principalmente sugli infiniti benefici che questa disciplina può portare alla salute.

Swami Sivananda e Krishnamacharya svilupparono un ampio e vario sistema di tecniche asana e pranayama.

In particolare Krishnamacharya, anche detto “il padre dello yoga”, viene ricordato per aver educato tre discepoli che si sono distinti e hanno influenzato la diffusione dello yoga: Pattabhi Jois, l’ideatore della disciplina Ashtanga; Indra Devi, che si è guadagnata il nome di “first lady dello yoga”; e B.K.S. Iyengar, che ha creato uno stile caratterizzato da una particolare attenzione agli allineamenti e all’uso di supporti, chiamato appunto Iyengar yoga.

Grazie a questi guru e a molti altri appassionati insegnanti, lo yoga ha ha oggi milioni di praticanti in tutto il mondo.
Lo yoga si è diffuso così tanto che si sono sviluppati molti stili diversi.

Se avete recentemente iniziato a fare yoga, ricordate che la scelta dello stile di yoga giusto per voi è molto importante per appassionarsi alla pratica. Questo è ovviamente influenzato da vari fattori: personalità, stile di vita, età, e obiettivi della pratica.

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