Zen

L’insegnamento zen di Bodhidharma

Bodhidharma, il “barbaro venuto dall’Occidente”‘, è una delle figure più famose dello zen, che riconosce in lui il primo patriarca cinese e il ventottesimo patriarca indiano, in un lignaggio ininterrotto che risale al Buddha. Giunto in Cina nel quinto secolo, vi diffuse un insegnamento scarno ed essenziale che, negando ogni utilità alle pratiche ascetiche e devozionali, sottolineava l’importanza della contemplazione della mente. Questo volume raccoglie i suoi quattro discorsi principali che illuminano di una luce nuova la pratica buddhista.


La dottrina zen del vuoto mentale

“Un viaggiatore incontrò una tigre e fuggì con la tigre alle calcagna. Arrivato sull’orlo di un precipizio l’uomo vi saltò, afferrandosi a una liana e rimanendo sospeso nel vuoto, mentre la tigre annusava l’aria sopra di lui. Tutto tremante l’uomo guardò in giù e vide un’altra tigre che lo guardava. Due sorci, uno bianco e uno nero, si misero a rodere la liana alla quale era sospeso. L’uomo vide allora vicino alla sua testa una appetitosa fragola selvatica. Tenendo la liana con una mano, colse con l’altra la fragola e la mangiò. Come era delizioso il suo gusto!”. Nel loro sforzo per superare il mondo dell’intelletto i buddhisti zen hanno sempre messo l’accento sull’importanza dell’istantaneità. La conoscenza razionale è razionale solo perché vi si giunge per mezzo della ragione. Le altre conoscenze, accessibili con mezzi diversi dalla ragione, non sono però irrazionali; sono extra-razionali. Saper distinguere fra le idee suscettibili di analisi razionale e quelle che non lo sono è il dono degli dèi. Per colui che agisce, è altrettanto importante saper riconoscere la giustezza di un giudizio intuitivo che la solidità di una prova scientifica.


Carne zen Ossa zen: 101 Storie zen, La porta senza porta, 10 Tori, Trovare il centro

In questo volume sono per la prima volta pubblicate insieme quattro importanti raccolte di testi della tradizione zen: “101 Storie zen”, “La porta senza porta”, “10 Tori” e “Trovare il centro”. Nella prima sono riunite le esperienze vissute da maestri zen cinesi e giapponesi nell’arco di oltre cinque secoli. “La porta senza porta” raccoglie i kōan di cui i maestri si servono per guidare i propri studenti verso la liberazione, messi per iscritto nel 1228. In “10 Tori” è proposta la traduzione di un famoso commento del XII secolo sugli stadi di consapevolezza che portano all’illuminazione. “Trovare il centro”, infine, trascrizione di un antico manoscritto sanscrito, descrive un antico insegnamento, tuttora vivo in Kashmir e in alcune zone dell’India dopo oltre quattromila anni, che potrebbe essere alla base dello Zen.
Ampiamente citati ma ancora insufficientemente conosciuti, i testi poetici e i brevi racconti che compongono le quattro raccolte rappresentano in qualche misura il nucleo fondante e la sostanza dello Zen, «la carne e le ossa» cui si fa riferimento nel titolo. Da leggere e meditare, per comprendere le verità profonde che vi sono sottese e aprire le porte alla fonte del nostro essere.


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